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Alessandro Dal Bosco rassegna le dimissioni da presidente dell’Ente ‘Il Rinascimento di Acquasparta’

Una lunga lettera dove ne spiega le motivazioni, oltre all’ormai ex presidente rassegna le dimissioni anche il segretario Vanessa Croccolino

Acquasparta

Una lunga lettera per motivare la scelta di rassegnare le dimissioni dall’incarico di presidente dell’Ente ‘Il Rinascimento di Acquasparta’. Dopo cinque Alessandro Dal Bosco saluta ripercorrendo le tappe salienti della sua esperienza ed i risultati conseguiti da una festa che ogni anno assume una connotazione ed un’importanza sempre più tangibile in termini di presenze e popolarità. Assume la carica la carica di presidente pro-tempore il vice presidente Raffaella Raggi

“Il sottoscritto Alessandro Dal Bosco, rassegna in data odierna le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente dell’Ente Il Rinascimento ad Acquasparta. In questo per me triste momento vorrei ringraziare i Consiglieri (dei diversi Direttivi che ho coordinato) con i quali ho condiviso il percorso durato cinque anni e che mi ha visto alla guida dell’Ente; più che percorso, definirei questa esperienza come una cavalcata, così emozionante e mozzafiato in tanti momenti, così come oppressiva e stressante in altri (molti meno per fortuna).

Un ringraziamento particolare va alla mia famiglia per avermi supportato, diciamo meglio sopportato, in questi impegnativi anni, rimanendo in disparte nei momenti di successo, ma dando tutto sé stessa nel momento del bisogno; chi pensa che io stia esagerando e che in ultima analisi si stia solo parlando dell’organizzazione di un semplice evento, evidentemente non conosce le complesse dinamiche che regolano la Festa del Rinascimento. Posso con certezza affermare che questa è stata un’esperienza che sicuramente mi ha migliorato sotto tanti aspetti (umani e perché no, lavorativi), oltre ad avermi dato la possibilità di conoscere tante persone, anche in ambiti totalmente diversi da quelli usuali per il lavoro che svolgo.

Riguardo ai motivi che mi hanno spinto a prendere questa decisione, penso che ci sia poco da dire; non credo sia il caso di tornare su aspetti ormai noti a coloro che vivono la Festa e non voglio assolutamente rinfocolare alcuna polemica.

Ritengo che chi ha la responsabilità della gestione di un evento che ha assunto una così grande dimensione (sociale, economica, legale), debba necessariamente fare delle scelte che chiaramente non sempre possono trovare un’unanime approvazione. Per una mia formazione professionale e per come sono abituato a valutare le situazioni, sono però convinto che i risultati raggiunti in cinque anni siano oggettivamente indiscutibili, così come il fatto che il sottoscritto abbia messo in campo tutte le risorse che aveva a diposizione (energie, conoscenze, competenze, valori; tutto, senza il minimo risparmio e cercando di non trascurare il seppur minimo particolare); penso che alla fine queste siano le uniche cose che contino; il resto sono chiacchiere.

Poi, ogni cosa ha il suo tempo e bisogna avere la forza e il coraggio per accettarlo; è per tale ragione che ritengo sia giusto lasciare ora, dopo la grande edizione del Ventennale. Per “lasciare” intendo uscire in maniera definitiva dall’organizzazione della Festa del Rinascimento e dare a chi verrà la massima libertà di azione, senza le ombre di ingombranti presenze. Riguardo ad attività di volontariato, ma estremamente impegnative come questa, io porto sempre il paragone delle lepri nei tentativi di record nei 10.000 metri in atletica leggera; la lepre tira al massimo finché ce la fa, poi si defila e lascia il posto alla lepre che segue. Se poi il record verrà battuto, il merito sarà anche il loro; ebbene, io ho terminato i miei cinque giri da lepre e pertanto mi defilo. Come successe cinque anni fa e come era successo prima, ad ogni nuovo ciclo la Festa deve avere la forza e la capacità di rinnovarsi, perché come io ho sempre detto in proposito: “non cambiare significa morire” beh, questo è il miglior momento per cambiare: programma, impostazione, durata, schema e perché no, nome (mi riferisco al mio sogno di trasformare la Festa in Festival del Rinascimento).

Ma saranno altri a decidere e operare, come è giusto che sia. A questo proposito auguro a coloro che verranno le migliori fortune e i più grandi successi, sempre con la speranza che l’Ente continui a mantenere la sua autonomia e che l’approccio “centrifugo” seguito in questi anni sia sempre prevalente rispetto a quello “centripeto”, perché la Festa deve ancor più aprirsi, allargare i propri orizzonti e progredire ... sempre; per far questo, a mio avviso, la Festa del Rinascimento dovrà mantenere sua connotazione che è principalmente rappresentata da temi di grande interesse e un mix di grandi eventi culturali e di grandi spettacoli che nessun’altra Rievocazione storica riesce a mettere in campo in questo momento. È questo che finora l’ha caratterizzata sempre più come #unicatraletante e soltanto evitando campanilismi eccessivi, rivalità inutili, diffidenze e attriti interni si potrà definitivamente evitare il grande rischio che diventi, invece e semplicemente, #unatraletante. Questi due hastagh differiscono solo per due lettere, ma in realtà racchiudono un’infinità di differenze e di significati nel variegato e competitivo mondo delle Rievocazioni storiche"

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