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Amelia, la rivolta degli “ex”: contro di noi accuse e falsità, il sindaco prenda le distanze da certe affermazioni

Bagarre sui social per la gestione dei soldi del Comune, manifesto pubblico di sindaci e assessori delle precedenti giunte: pronti ad azioni legali

Porta Romana ad Amelia

Ci sono quattro ex sindaci che hanno tenuto le redini di Palazzo Matteotti nel “dopo Lama” e fino all’elezione di Laura Pernazza. E poi numerosi ex assessori. Tutti contro la bagarre social che si è scatenata dopo un post pubblicato sulla bacheca facebook dell’attuale primo cittadino.  

Le firme sono quelle di Fabrizio Bellini, Riccardo Maraga, Luciano Rossi, Giorgio Sensini, Benito Antonini, Paolo Arice, Piero Bernardini, Teresa Di Lernia, Laura Dimiziani, Tommaso Dionisi, Giuseppe Laudi, Emanuele Pasero, Luciano Renzi, Franco Rinaldi, Franco Santarelli, Nicoletta Valli, Fausto Varazi.

Il manifesto, che dovrebbe essere reso pubblico in queste ore, viene chiarito che “in riferimento ad alcuni commenti e post comparsi negli ultimi giorni perfino sul profilo facebook personale di Laura Pernazza, la nostra sindaca, riteniamo che anche nello scontro politico più aspro tra partiti e sostenitori di maggioranza e opposizione ci sono dei limiti che non possono in nessun modo essere superati”.

post_pernazza-2La miccia è stata accesa dal post di un cittadino amerino che chiedeva come mai “in un momento in cui non si vende una casa nuova, questa amministrazione ha ricavato dalla Bucalossi introiti da destinare a lavori vari tra cui i lavori di sistemazione della via dove abito. Mi sorge spontanea una domanda: ma le amministrazioni che hanno governato dal 2002 al 2008, in cui si è costruita mezza Amelia, come hanno impiegato i fondi Bucalossi? Piscina? Liquidazione Forte Cesare? Acquisto scuola nuova materna? Riqualificazione giardini? Decoro frazioni? Viabilità?”.

Ferite aperte nella città dalle mura poligonali che hanno scatenato reazioni, commenti, ricostruzioni. E che, in alcuni casi, sono scivolate in pesanti insinuazioni.

“La dialettica politica tra le parti – scrivono gli ‘ex’ - è strumento democratico e di garanzia per ogni comunità, ma muovere generiche accuse nei confronti di ex amministratori, senza fornire prove, è grave. Se si hanno, si denunci pure. Noi, ex amministratori, possiamo anche essere criticati per scelte compiute nel passato, per progetti oggi non condivisi, ma insinuare che qualcuno di noi possa avere commesso illeciti è inaccettabile. Chiediamo che anche la sindaca Laura Pernazza, di fronte a simili comportamenti, assuma una posizione chiara di distanza e condanna: chi usa i social deve sapere che non sono un 'luogo' di libertà illimitata in cui poter affermare impunemente falsità, né si può accettare la violenza verbale per calcolo e puro tornaconto in termini di consenso. Finora abbiamo sempre pensato di non dover ricorrere ad azioni legali per difenderci da accuse e falsità, proprio per rimanere fedeli al nostro modo di intendere la politica. Ma ora chiediamo che il confronto torni ad essere civile e corretto. Tutto ciò va al di là di ogni appartenenza politica nel pieno rispetto delle nostre Istituzioni e di chi ieri ed oggi quelle Istituzioni ha rappresentato e rappresenta”.

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