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Centrale a biometano, la verità di Enersi: “Nessun ecomostro, non bruceremo né plastiche né tessuti animali”

La polemica sull’impianto che dovrebbe nascere a Vascigliano di Stroncone, parla l’azienda: “Un progetto di vera economia circolare che rispetta tutte le regole e che difenderemo”

Riportiamo in forma integrale l’intervento di Alessio Bussoletti, amministratore di Enersi, l’azienda che sta lavorando alla realizzazione di una centrale a biometano a Vascigliano di Stroncone. In queste ultime settimane, l’iniziativa è stata oggetto di numerose critiche alle quali l’azienda ora replica. Ecco il contenuto della lettera.

Leggo con rammarico sulla stampa locale la presa di posizione di soggetti che a quanto ci risulta non hanno avuto costanza del progetto e forse in maniera avventata esprimono pareri ispirati, a nostro avviso, ad una totale mancanza di informazioni in merito alla iniziativa in oggetto.

Ci auguriamo che tali dichiarazioni non vengano usate per cavalcare senza motivo il dissenso sociale al solo scopo di congelare molte importanti e lodevoli iniziative nel nostro Paese. Come già più volte offerto alle Istituzioni locali e ai cittadini, senza peraltro averne avuto riscontro, ribadiamo la disponibilità a fornire tutte le informazioni concernenti il processo e le finalità che saremo lieti poter trasmettere di persona e che auspichiamo possano in parte essere esaustive in questa sede.

È assodato che l’impianto che si intende realizzare a Vascigliano, è quanto di più avanzato in tema di trattamento di scarti organici da agricoltura e zootecnia, non è oggetto della richiesta di autorizzazione ne verrà in alcun caso trattato organico domestico certificato all’origine (c.d. Forsu) né come riportato dalla stampa “tessuti animali” o plastiche varie. Le quantità trattate di sottoprodotti agro alimentari saranno circa 50.000 tonnellate per anno e non 120.000 come erroneamente riportato.

La procedura è stata avviata nel pieno rispetto delle normative vigenti in tema urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica. Non ci saranno immissioni di alcun tipo in atmosfera men che meno odori ne combustione o contaminazione alcuna. Gli scarti organici verranno trattati in tempo reale con permanenza nel ciclo di pre-trattamento per tempi limitati ed in ogni caso sempre sotto funzionamento di bio filtri.

Contesto fermamente l’erronea riportata equiparazione del nostro impianto con un “eco mostro”, è proprio questo che andremmo ad evitare. L’impianto proposto ridurrà le emissioni di CO2, recuperandone oltre 6.000 tonnellate annue ed esso stesso ha un bilancio largamente positivo. Preciso che la società che ha intenzione di costruire l’impianto è una società agricola, innovativa e tecnologica che ha come primo scopo, la produzione di fertilizzanti organici, certificabili per agricoltura biologica ad uso delle produzioni IGP locali e come processo di sistema il recupero del biometano e della anidride carbonica.

Fertilizzanti che potrebbero veramente ben fare per il territorio perché naturali, biologici e sostitutivi pienamente dei chimici, questi ultimi sì lesivi della salute dei cittadini, degli operatori e dei terreni trattati, senza considerare la possibilità di certificare le proprie colture come biologiche con evidenti ricadute economiche per le aziende agricole. Contrariamente a quanto si possa immaginare, l’impianto darà un impulso al settore agricolo del territorio sia in biologico che convenzionale valorizzando le colture specializzate IGP, immettendo sul mercato locale fertilizzante biologico certificato a costi più bassi utilizzabile anche, congiuntamente alla Co2, per produzioni agricole avanzate ed innovative come la idroponica o alghe, non per ultimo il biometano che sostituirà nel prossimo futuro gli attuali combustibili utilizzati dai mezzi agricoli e di trasporto pesante.

L’impianto permetterà significative riduzioni dei costi di trattamento e trasporti di bacino con conseguente riduzione dei costi in capo alle aziende agricole migliorandone la sostenibilità. Il progetto agricolo di vera “economia circolare” con spiccata componente etica, è stato considerato lodevole da parte di Fondazione etiche ed enti pubblici oltre ad essere pubblicato in gazzetta ufficiale italiana ed europea come migliore tecnica di trattamento per le matrici proposte (best practice).

Mi permetto di aggiungere che sarebbe motivo di lustro ed occasione di orgoglio la realizzazione di una iniziativa di portata nazionale proprio nel territorio ternano nel pieno rispetto delle persone dei territori e delle leggi. Pur mantenendo la massima disponibilità a fornire chiarimenti in ogni sede istituzionale o privata siamo tenuti a informare che difenderemo opportunamente la validità del progetto così come il rispetto delle procedure adottate diffidando chiunque a diffondere false o allusive informazioni.

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