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Da albergo di lusso ad ecomostro, adesso “l’incompiuta” è pronta a cominciare la sua nuova vita

Lo scheletro in cemento venne costruito alla fine degli anni ’60, ma la struttura non è mai stata ultimata. Ora l’amministrazione comunale di Lugnano in Teverina chiede aiuto ad associazioni e imprenditori: parte l’operazione rilancio

L'Incompiuta di Lugnano in Teverina

Il sogno di Serafino Santori è diventato un incubo. Da cui oggi Lugnano ha tutta l’intenzione di svegliarsi.

L’Italia cavalcava gli anni del boom economico quando, sul finire dei Sessanta, a Santori venne l’idea di costruire nell’area della Madonna dei pini un centro di cura, benessere e riabilitazione respiratoria per i lavori della sua azienda marchigiana impegnata nella lavorazione della juta. Il progetto era ambizioso: assieme alle strutture per l’accoglienza, sarebbero nati anche una piscina, un campo da minigolf, un dancing. E magari, quel complesso turistico si sarebbe potuto anche aprire a clienti esterni e segnare un punto di svolta nell’economia del territorio.

Quando lo scheletro del centro era stato ormai tirato su, Santori morì improvvisamente e il suo progetto sfumò in maniera tanto repentina quanto imprevista. L’area passò nelle mani della Ras e intorno agli anni ’90 è finita nelle disponibilità di un’azienda attiva nel settore dei trasporti, la Società Bertani.

“Quest’ultima – spiega Alessandro Dimiziani, capogruppo di maggioranza al consiglio comunale di Lugnano - agli inizi del Duemila provò a progettare una nuova destinazione per l’area con un nuovo indirizzo turistico-ricettivo. Ma dopo il cambio amministrativo, il progetto subì una battuta d’arresto”.

L’opera è dunque ormai da mezzo secolo in queste condizioni, tanto da essere nota con il nome di “incompiuta”. E proprio dell’incompiuta si è parlato nel corso di un incontro organizzato dall’amministrazione comunale lugnanese che ha chiamato a raccolta associazioni del territorio e imprenditori, sollecitando proposte per il rilancio della zona.

“L'amministrazione del sindaco Filiberti – spiega Dimiziani - nel corso del suo mandato ha ricontattato la famiglia Bertani per ridare linfa alla valorizzazione di quell’area ed ora sembra che ci siano tutte le carte in regola per un progetto di successo”.

I proprietari dell’area propongono un tavolo di studio per acquisire idee e proposte da assemblare in modo da elaborare una iniziativa concreta che sia una occasione di rilancio e di crescita per tutto il paese. “Oggi – aggiunge Dimiziani - si può rivalorizzare quell’area depressa con la collaborazione e le idee di tutti. Anche i proprietari dell’area si sono aperti ad interagire con le realtà locali e questo è un presupposto certamente positivo e alquanto inusuale, da prendere in grande considerazione. È necessario avere quindi informazioni da parte di tutte le realtà locali e di tutta la cittadinanza”. L’amministrazione ha dunque elaborato una scheda con la quale avanzare proposte che verranno raccolte entro il 15 maggio e poi “elaborate dal tavolo di studio permanente e saranno oggetto di incontri pubblici per una discussione più approfondita e tecnica”.

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