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Centrale a biometano, il Comune dice “no”: troppo vicina alle case

I dubbi dell’amministrazione comunale di Stroncone sul progetto per il nuovo impianto a Vascigliano. La palla adesso passa alla Regione

Il comune di Stroncone dice “no” al nuovo impianto per la produzione di biometano a Vascigliano. Criticità e perplessità tecniche sono state espresse nel corso della conferenza di servizi che è stata convocata dalla Regione per esaminare il progetto avanzato dalla società Enersi Technology Soc. Agr. S.r.l.

“Sappiamo bene che la competenza sul rilascio dell’autorizzazione unica è regionale – chiarisce il sindaco, Giuseppe Malvetani – e che già diversi impianti simili sono stati autorizzati in altre zone ma abbiamo voluto illustrare in maniera dettagliata le ragioni del nostro no a questa realizzazione nella zona di Vascigliano”.

Il primo cittadino ha voluto partecipare personalmente alla conferenza dei servizi “per rappresentare, sia alla Regione, sia alla società che intende realizzare l’intervento, nonostante le rassicurazioni date da quest’ultima circa il basso o nullo impatto ambientale, la netta contrarietà della popolazione, non solo di Vascigliano ma di tutto il Comune. Attraverso l’atto redatto dal nostro responsabile dell’area urbanistica, abbiamo espresso, infatti, parere negativo, articolato in quattro punti ed alcune ulteriori osservazioni, vertenti sia su aspetti normativi che procedimentali”.

“Una delle principali criticità – prosegue Malvetani – è data dalla immediata vicinanza dei centri abitati di Vascigliano e Colmartino oltre che di una serie di abitazioni sparse, collocate a ridosso dell’area interessata. Impianti del genere, soprattutto di tali dimensioni, andrebbero realizzati in zone più isolate, non vicino alle abitazioni”.

Le prossime tappe prevedono per il 7 novembre un altro incontro relativo alla verifica di assoggettabilità a Vas. “In quella sede, prettamente tecnica, alla quale parteciperà il responsabile dell’urbanistica del Comune, verranno dettagliate tutte le criticità elencate dal Comune nel parere presentato. Poi la parola passerà alla Regione, che è l’unico soggetto deputato a rilasciare o negare l’autorizzazione, anche in costanza di parere negativo del Comune, il quale, eventualmente potrà fare ricorso entro i successivi dieci giorni”.

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