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Il teatro Sociale torna all’asta: si va in aula a novembre, offerta minima da 206mila euro

Amelia, nessuna transazione fra la Società teatrale e la banca creditrice. Si torna a ragionare su una possibile raccolta fondi tra cittadini e imprese della città

Diciassette novembre 2020. Ore 10. Il teatro Sociale di Amelia torna all’asta: rispetto ad una perizia inziale di oltre 6,6 milioni di euro, l’offerta minima per mettersi in tasca le chiavi del gioiello del ‘700 sarà di poco più di 206mila euro.

La vendita, inizialmente prevista per aprile ma poi sospesa a causa dell’emergenza Coronavirus, segue la mancata transazione che avrebbe dovuto chiudere la partita tra la Società teatrale (proprietaria dell’immobile) e la ormai ex Banca nazionale del lavoro. Sull’immobile è stata iscritta una ipoteca a garanzia del mutuo concesso alla Società teatrale il 23 dicembre 2004 per un importo di 1.500.000 euro a fronte di un capitale di 750.000 euro che doveva essere rimborsato con rate semestrali in 30 anni. Sul teatro pende anche un’ipoteca in favore di Equitalia per 5.789,66 euro a fronte di un capitale di 1.944,09 euro. Il pignoramento del bene è stato effettuato l’11 ottobre del 2012.

A primavera 2019 è scattata una raccolta fondi ad Amelia fra cittadini, imprese e associazioni per cercare di mettere insieme le risorse necessarie ad una transazione con l’istituto di credito. Qualche mese dopo, la Società teatrale aveva annunciato l’accordo con la banca, la possibilità di versare circa 250mila euro e dunque di chiudere la vicenda senza procedere con la vendita.

Dalle parole non si è però passati ai fatti: nessun accordo, nessun pagamento e una nuova procedura esecutiva. La vicenda del teatro Sociale è stata affrontata anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale.  A sollevare il punto il gruppo consigliare di Vivere Amelia: “Non esiste nessun impegno finanziario da parte della Regione e del Ministero, né tanto meno da parte del Comune. L’unica mossa che prevede di attuare l’amministrazione comunale a favore del teatro per la prossima asta, è quella di fare un manifesto per una assemblea pubblica nella quale promuovere una raccolta di fondi tra i cittadini per poter partecipare all’asta. Abbiamo fatto notare che questa via è stata già intrapresa in precedenza e si è dimostrata fallimentare. Tutto ciò ci impone di dare per scontato che il nostro teatro finirà nelle mani di privati. Speriamo, almeno che sia un privato illuminato, come Cucinelli, amante della cultura”.

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